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OziExplorer

Con questo utilissimo programma possiamo effettuare l'operazione forse più delicata di tutto il nostro lavoro: tradurre in formato digitale una mappa escursionistica!

Dal sito dell'autore (www.oziexplorer.com) è possibile acquistare sia il programma che le varie mappe già calibrate ma noi procederemo autonomamente usando come riferimento la mappa dei Sibillini accennata prima.

Una volta installato il programma nel nostro pc non dobbiamo far altro che avviarlo ecominciare la calibrazione della nostra mappa; per fare questo occorre aver scansionato precedentemente la porzione di mappa di nostro interesse, cioè l'area dove andremo a fare l'escursione, ed aver provveduto a salvarla sul nostro pc in formato Jpg. Nel mio esempio userò il tratto compreso tra il Grande Imbuto e la cima del Vettore. Alla fine del processo di scansione otteniamo un normalissimo file immagine che mantiene tutte le informazioni originali della mappa compreso il reticolo cartografico, cioè quella serie di linee orizzontali e verticali che si incrociano a intervalli regolari. La presenza di questo reticolo è molto importante, come capiremo tra breve. Apriamo ora OziExplorer e dal menu File selezioniamo l'opzione “carica e calibra l'immagine mappa” (figura a sinistra 1 ). La schermata seguente è molto importante (figura a destra)

:  qui infatti dobbiamo informare il programma del tipo di Mapdatum usato nella mappa che stiamo calibrando, nonché del tipo di proiezione usata per le coordinate; ne parlavo proprio nell'introduzione, ricordate?

Settate tutto a dovere come da figura, ma prima di procedere oltre, diamo ancora uno sguardo a questa finestra; noterete quei punti rossi sparsi qua e là in ordine casuale e identificati da un numero. Quelli sono i punti di calibrazione, cioè i punti che ho usato per calibrare la mappa. Essi si trovano proprio in corrispondenza delle intersezioni delle linee del reticolato, dove è possibile identificare in modo preciso le coordinate del singolo punto poiché sono riportate ai lati della mappa cartacea FIG. 2. 

Andate ora alla figura seguente; come vedete ho scelto di usare come punto 4 di calibrazione l'intersezione del reticolato in prossimità della cima del Vettore. Ricavo dai lati della mappa i valori delle coordinate, li riporto nella finestra di calibrazione ed infine indico al programma la zona di appartenenza (33T). Ripeto la procedura per tutti i punti di calibrazione che intendo usare (in questo caso sono in tutto sei, li potete vedere nella miniatura della mappa come punti colorati di rosso).

Quanti punti usare per una calibrazione precisa? Non so se esiste una regola, ma per quanto mi riguarda ho sempre cercato di usarne almeno quattro, dipende anche dalla grandezza dell'area che intendiamo calibrare; l'importante è che siano tra loro distanti e che coprano, per quanto possibile, tutti l'area scansionata. Diciamo allora che per fare le cose per bene ne metteremo uno per ogni angolo ed uno al centro.

Finita questa procedura, arriva il momento di premere il pulsante “salva”. È a questo punto che arriva la magia del programma: a partire dalle coordinate indicate nei punti scelti esso infatti ricaverà da solo quelle di qualsiasi altro punto della mappa. Il risultato è indicato nella prossima figura a destra; se abbiamo fatto tutto a dovere infatti ora il programma ci indicherà le coordinate nel formato da noi indicato per qualsiasi punto dove posizioneremo la freccia del mouse.

Non solo, ma potremo anche creare facilmente dei waypoint, rotte o tracce seguendo fedelmente i percorsi escursionistici riportati sulla mappa, avendo anche delle utili informazioni aggiuntive come la lunghezza reale del tratto che stiamo preparando, le statistiche su tempi, grafico di quota etc etc. (figura a destra).

 


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Si ringrazia   http://www.trekkingmontiazzurri.com